12/12/2010
L'ATTESA ( seconda parte )
Lui era divorziato da sempre. Due anni dopo il matrimonio, la moglie se ne era andata in Australia, dietro non so quali sogni di carriera, lasciandolo solo con una bimba piccola e la madre di lei anziana. Da non credere. E lui aveva continuato la sua vita con quelle due presenze femminili, così distanti e così bisognose di amore. E ne aveva avuto, per tutte e due ed era stato ricambiato, come era giusto che fosse. La sua ex moglie si era risposata quasi subito e vedeva sua figlia e sua madre una volta l’anno. Quando la bambina era stata in grado di essere più autonoma, la seguiva per qualche mese in vacanza laggiù dove trascorreva le vacanze con una quasi sorella sconosciuta. Veronica, così si chiamava la piccola, mostrava di gradire abbastanza quei viaggi, ma poi tornava con gioia al suo mondo di sempre con la nonna e il papà che erano la sua vera famiglia.
Tutto questo Alberto glielo aveva raccontato un giorno, quando aveva pensato che forse avrebbero potuto trascorrere qualche ora insieme, a casa di lui, visto che era stata sempre lei ad invitarlo a cena a casa sua. Così aveva saputo di Veronica e della signora Erminia.
Nessun problema, non era una giovincella e non stava vivendo il momento più esaltante della sua vita. Probabilmente il loro era un rapporto nato nella solitudine, non aveva necessariamente un futuro ed era già grata al destino di condividere i suoi giorni e anche qualche sera con lui.
Poi la storia si era fatta più intensa, lui si era fermato a dormire da lei qualche volta, sebbene il pensiero di quella ragazzina e della donna anziana non lo facessero riposare tranquillo.
La prima volta che lui glielo aveva proposto lei aveva avuto come un sussulto. I loro incontri di sesso, nascevano sempre con un certo imbarazzo e una certa titubanza. Quando non si è più giovani si fa fatica a svelare il proprio corpo e solo la passione, che alla fine aveva il sopravvento, riusciva a vincere le sue resistenze. L’idea però di condividere l’intimità di un’intera notte le metteva addosso un’ansia incontrollata. Poi però, con la naturalezza che nasce dall’amore, aveva appoggiato la testa sulla sua spalla e aveva dormito il più sereno dei sonni, cosa che non faceva da tanto. La loro storia dunque procedeva tranquilla, su binari diventati via via più familiari, ma sempre in un mondo a due, fuori dal quotidiano e da questioni che venivano solo sfiorate e mai veramente affrontate.
E oggi eccola qui, di fronte alla prima di queste esigenze, quella che le fa tremare “le vene e i polsi” e che sembra mettere in crisi tutto il suo precario equilibrio. Quando Alberto glielo aveva proposto, lei aveva solo bisbigliato
“Ti sembra opportuno?”
E lui : “Prima o poi deve accadere o vogliamo che tutto resti sempre così, sospeso, senza futuro?”
Futuro…Quella parola non le sembrava adatta. Cosa intendeva Alberto? Vita insieme, stessa casa, matrimonio? Le sembravano tutte cose lontane, improbabili, alle quali non aveva mai pensato.Le apparivano anche belle ma scarsamente realizzabili. Lei era sola, ma lui aveva una famiglia e…
Il pensiero si interrompeva, non sapeva cosa pensare esattamente. Immaginare un futuro tutti insieme, alla sua età, con un’abitudine alla libertà e alla soddisfazione facile delle sue sole esigenze.
“Perché no?” erano state le parole di Alberto.
E ora lei si trova nella sua casa solitaria ad aspettare.
Lui le ha telefonato nel primo pomeriggio e l’ha avvertita del suo arrivo. E lei è subito entrata in fibrillazione ed è cominciata un’attesa piena di incognite e di pensieri contrastanti. La sera sta scendendo, forse non ha capito bene, forse non è per oggi…
Il suono del citofono mette fine alla sua ansia, il momento è arrivato, sembra quasi il responso di un medico quando si teme per la propria salute.
Poi il campanello.
Laura va ad aprire. Alberto e Veronica sono lì, sulla soglia. Laura ha occhi solo per la ragazzina. E’ bella e alta, undici anni, ma sembra quasi un’adolescente. I suoi occhi sono larghi e aperti, ricambia il suo sguardo con attenzione, ma senza sfrontatezza. Laura non legge tensione nel suo sguardo, non quella che sente dentro di sé.
“Abbiamo fatto un po’ tardi, c’è molto traffico. Questa è Veronica”-la voce di Alberto suona forte e serena.
“E lei è Laura”
Loro due si stringono la mano e la donna sente le dita della ragazzina, fredde e delicate.
“Ciao, entrate su”.
Non sa cosa dire e teme che la conversazione scivoli in un gelido imbarazzo.
Veronica però ha uno sguardo curioso, dà un’occhiata in giro ed è colpita da un’enorme farfalla azzurra che pende da un filo sottile attaccato al soffitto.
“Che bella!” e solleva il braccio per toccarla.
E’ alta davvero, pensa ancora Laura.
La farfalla dondola lentamente e la luce della lampada fa brillare le sue ali .
“E’ vera?”
Alla domanda ingenua Laura vorrebbe rispondere di sì. Non crede che esistano farfalle così grandi, però.
“Non penso- risponde- è’ troppo grande”.
“Chi te l’ha data?”
Anche ora lei vorrebbe rispondere con una storia originale, dirle magari che è un dono che viene da lontano, sente che la bambina ha voglia di sentire un racconto vagamente magico.
E pensare che quella cosa un po’ kitch che lei non ha mai osato staccare dal soffitto l’avevano comprata lei e Paolo in uno dei loro viaggi in Marocco e l’avevano presa solo perché la vendeva un ragazzino sveglio e insistente al quale non avevano saputo dire di no.
“ Viene da lontano”- risponde allora con voce un po’ misteriosa.
E dopo tutto non è una bugia. Viene da lontano nello spazio, ma soprattutto nel tempo. Viene da un’altra vita ed è strano che possa fare da tramite tra quella vita e un’altra che sembra aprirsi all’orizzonte e di cui lei non conosce i dettagli, ma che ora pensa possa esserci.
Guarda negli occhi Alberto e dice alla bambina:
“Se vuoi te la regalo, ma ora vado a prendere il soprabito, altrimenti si fa tardi”.
Uscendo dalla stanza si gira a guardare il padre e la figlia che confabulano.
Sente improvvisamente una gran calma.
Non sa cosa le riserva il futuro, ma sa che adesso ha voglia di scoprirlo.
fine
08:59 Scritto da: setteparole | Link permanente | Commenti (17) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Per prima cosa, complimenti per la scelta di Casorati che è uno dei miei pittori preferiti.
Sei riuscita, come sempre, a entrare in medias res senza preamboli. Sei davvero brava a dipingere spaccati di vita, singoli istanti che mostrano il DNA dei caratteri e degli stati d'animo.
Laura somiglia a tante donne, è su un crinale della vita dove tutto può accadere e dove il fatalismo non è detto che sia un difetto, forse è più che altro una difesa contro le disillusioni. Eppure basta la fantasia di una bambina a farle tornare la voglia di andare a vedere le carte del destino. Molto bello nella sua brevità e immediatezza.
Buona domenica Anna
M.
Scritto da: nowhere_man | 12/12/2010
Che bella anche questa seconda parte; Laura è una donna prudente, sensibile... ma non così intimorita dalla vita da non avere più voglia di scoprire il futuro. Mi piace soprattutto la frase di chiusura. Complimenti. Un saluto, M.L.
Scritto da: Gea | 15/12/2010
Allora c'è speranza?
Scritto da: noti | 17/12/2010
p.s. Non male l'idea di scrivere sulle donne conosciute sul blog. La facciamo come sfida? Decidiamo di una e poi ne scrivi tu a modo tuo e ne scrivo io a modo mio. Ti va?
Scritto da: noti | 17/12/2010
Mi mancavano le tue storie. Questa però la trovo diversa, più positiva, più aperta alla vita e alle sue incognite, c'è speranza, c'è futuro...e una seconda occasione...basterebbe crederci.
Ti abbraccio con affetto.
Scritto da: teacher | 17/12/2010
Spesso si decide di traghettare anche senza saper nuotare.
P.S. I codici dei commenti...oddio, m'avranno crittografato???
Scritto da: Limi | 17/12/2010
bellissimo :). di solito ho un ritmo di lettura molto veloce ma con te non ci riesco. leggo piano e assaporo ogni parola. mi piace il tuo stile :)
Scritto da: jahira | 18/12/2010
buon pomeriggio setteparole, mi piace moltissimo la chiusura e auguro a Laura di scoprire il meglio della vita, quella che ha sognato.
^__^
Sei davvero brava e trascinante, complimenti
^__^
Un carissimo saluto e dolce week end a te
ciao
Scritto da: dolce | 18/12/2010
Anna, sono in partenza per un viaggio, ti lascio qui i miei sinceri auguri di un buon Natale e di un sereno anno nuovo. (m.)
Scritto da: nowhere_man | 19/12/2010
OK. Scriviamo un post su Vanessa40 ricordi? Che ne dici? Ma diamoci un tempo. Pubblichiamo il 23,per esempio, alle 12 circa linkando il post dell'altra.
Scritto da: notimetolose | 19/12/2010
Molto bello qusto racconto. Fresco, delicato e rassicurante. Sei sempre una bella sorpresa :o)
Scritto da: penny | 20/12/2010
Come sempre i tuoi racconti possiedono la magia di risvegliare la mente, e la voglia di riprendere la penna in mano. Quest'ultimo poi, ha la forza di sciogliere il freddo e lascia intravvedere la prima viola di una nuova primavera.
Un caro saluto Anna, e l'augurio di un sereno Natale.
P.S.: quest'anno non salirò in una vetta per ricordare gli amici, porto ancora i segni (e il dolore) di una epicondilite al gomito destro da poco operato. Forse è l'anagrafe che mi presenta il conto per tutto il tempo trascorso appeso alla punta delle dita.
Enzo
Scritto da: haffner2 | 20/12/2010
Posseggono!
Scritto da: haffner2 | 20/12/2010
"E un giorno lei si era accorta che aspettava ancora qualcosa. "
Ho letto tutto il racconto, il tuo bel racconto. E Laura ricorda un pò me, ora, che "frugo" in ricordi quasi lontani.
Setteparole, è un nome non nuovo, affatto nuovo. Narra di un tempo lontano nella piattaforma di virgilio. A quel tempo ero un ortaggio, e forse lo sono ancora. :)
Ciao Sette!
Davide
Scritto da: Davide | 21/12/2010
ciao setteparole
passo per un saluto e augurarti un felicissimo S.Natale insieme a chi ami o ti va di avere accanto
^__^
ciao e dolce dì a te
Scritto da: dolce | 21/12/2010
E' stato un piacere leggere il tuo racconto.
Vorrei pensare che questo Natale
riesca a cancellare le incomprensioni,
l'indifferenza, la cattiveria
che purtroppo caratterizzano
la vita di molti, lasciando posto
ad una grande apertura di cuore.
Auguro a te, che la magia del Natale
possa rinnovarsi per tutti i giorni dell'anno.
Auguri da Giuseppe.
Scritto da: pulvigiu | 23/12/2010
Tutto è scomparso, non sopporto quei codici di validazione.
haffner
Scritto da: fuser1 | 23/12/2010
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