UNA VISITA A SORPRESA (racconto magico)

La sera era arrivata finalmente.
Sempre troppo tardi per Marina che tornava a casa dal lavoro, 8 ore in piedi tra mattina e pomeriggio, nel grande negozio sportivo nel quale faceva la commessa.
Avvicinandosi a casa sua che per fortuna non era troppo distante, ma sempre altri venti minuti di cammino, non sognava altro che stendersi sul divano, alzare i piedi sullo sgabello e starsene a luci spente, senza fare niente per almeno mezz’ora.
Poi una cena sbrigativa e solitaria e un film alla tv. Domani si ricomincia.
Quella sera il vento soffiava forte e lei aveva le mani gelate tanto che faceva fatica ad infilare la chiave nella serratura del portone. Una rampa di scale e poi, finalmente, la pace. Erano passati appena due minuti che il campanello suonò.
Ne fu così sorpresa che non pensò neppure di rimettere la scarpe appena tolte e andò ad aprire così, con le vecchie amiche ciabatte che aveva infilato con sollievo.
E le sorprese non erano finite. Sulla porta, con un sorriso largo tra le orecchie, Sofia, la sua migliore amica la guardava con le braccia cariche di pacchetti.
Dietro di lei tre o quattro persone a lei sconosciute, con le braccia altrettanto
cariche e sorrisi altrettanto cordiali.
“Sorpresa! Siamo venuti a cenare con te, ma non preoccuparti, abbiamo portato tutto. Ti stavamo aspettando nel bar di fronte. Immagino che sarai stanca. Tu siedi e rilassati, facciamo tutto noi”
Marina si lasciò travolgere dalla sfrontata e affettuosa invadenza dell’amica e, troppo stupita per obiettare, fece posto agli ospiti senza dire una parola.
La sua meraviglia era più che giustificata. Non vedeva Sofia da quasi un anno, sapeva che era andata a vivere in un’altra città e i loro contatti si erano andati affievolendo suo malgrado.
I quattro erano piuttosto silenziosi, solo Sofia parlava e parlava, raccontava di esperienze importanti e strane, di lavori fatti e poi lasciati, era un fiume in piena ed entusiasta dell’improvvisata fatta.
“Siamo diretti più giù, ma abbiamo approfittato per farti una una visita e gli auguri di Natale. Questi sono i miei amici del momento, Luca, Lucia, Andrea e Sandro.”
Lei strinse la mano a tutti e incominciarono a mangiare. Era tutta roba pronta , ma a lei sembrò particolarmente buona. Tutto preparato senza che avesse dovuto muovere un dito. Anche il vino era buono, ne bevvero tutti parecchio e il tempo passò in allegria tra ricordi e nuove storie che lei ascoltava.
Fu veramente una serata piacevole e le dispiacque quando finì.
Era passata da poco la mezzanotte e Sofia aveva fretta di riprendere il viaggio
“Ma continuate a viaggiare di notte, a quest’ora?” chiese Marina preoccupata,
“Sta’ tranquilla, facciamo un altro paio d’ore di strada, poi ci fermiamo a dormire in un autogrill. Non temere, siamo abituati.”
Gli amici assentirono e dopo baci e promesse di rivedersi presto, andarono via.
Marina li seguì con lo sguardo dalla finestra, poi spense le luci e andò in bagno. Aveva fretta di dormire, in vista della levataccia del giorno dopo. A mettere a posto ci avrebbe pensato poi, tanto…non aspettava altre visite e sorrise tra sé.
La mattina dopo si svegliò più tardi del solito e fu tutta una corsa.
Dopo l’ufficio, un caffè veloce, una pizzetta e via per vedere se le riusciva di comprare almeno qualche regalo da portare a casa dei suoi per Natale. Tutto di fretta, poi di nuovo in negozio senza un attimo di respiro..
Finalmente a casa si fermò a pensare alla visita della sera prima e pensò di fare un saluto alla sua amica.
Al cellulare lei non rispose, allora le lasciò un messaggio.
”Grazie per l’improvvisata e a presto” A quel messaggio non ci fu mai risposta.
A casa dai suoi trascorse il solito Natale festoso e confusionario di sempre, con una vigilia passata tra buon cibo, regali e cose da raccontarsi a vicenda.
Poi lei parlò di Sofia e raccontò della sua visita.
Sua madre la guardò stranita.
“Sofia, ricordi? -ripetè Marina- La mia compagna di liceo”
“Si, ricordo- annui sua madre- La ragazza che è morta in un incidente d’auto.”
Marina fece un balzo sulla sedia e cominciò ad urlare.
“Lo sapevo, lo sapevo. Come è successo? Avevano bevuto troppo. Tutti.”
E continuava a gridare e a piangere
“Tutti chi?- chiese ancora sua madre cercando di calmarla:
“I suoi amici. Erano tutti un po’ brilli l’altra sera, quando sono andati via. Dovevo trattenerli, me lo sentivo”.
La madre la guardò ancora una volta con occhi sbarrati. Poi guardò la sorella e suo marito. Anche loro erano pallidi e sbigottiti.
“ Che dici, tesoro, non può essere…”
“E come è andata allora?”- chiese Marina e per la prima volta notò lo strano atteggiamento dei suoi.
“Mi dite che avete? Perché mi guardate così? E’ accaduto qualcosa di terribile?”
Allora sua madre l’abbracciò, la fece sedere sul divano e le sussurrò:
“ Quando hai visto Sofia l’ultima volta?”
“ Ma te l’ho appena detto, tre sere fa, a casa mia. Mi ha fatto un’improvvisata con dei suoi amici. Ma perché?
“ Vedi,tesoro- e lanciò ancora un rapido sguardo imbarazzato agli altri- Sofia è morta in Belgio, l’estate scorsa, scontrandosi con un tir sull’autostrada. Era da sola in auto e non aveva bevuto affatto.”
Marina cominciò a tremare, guardò tutti come in cerca di aiuto, ma tutti annuirono.
Era andata proprio così.
Non può essere, si sbagliavano, ma che orribile scherzo le stavano giocando?
Ma non si fanno scherzi del genere,si rendeva conto,la sera di Natale,poi.

UNA VISITA A SORPRESA (racconto magico)ultima modifica: 2016-12-30T18:57:45+00:00da setteparole
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4 pensieri su “UNA VISITA A SORPRESA (racconto magico)

    • Di tanto in tanto, quando sento il bisogno di scrivere, torno qui, dove mi sento a casa. Anche se non serve a nessuno…Anche io a volte faccio fatica ad entrare nel blog, ho dimenticato tante cose, ma poi alla fine ci riesco. Peccato che non trovi mai nessuno e non sappia come andare dagli altri

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