DAL PARRUCCHIERE

barbie-parrucchiere-2.jpgLa bimba aveva uno sbaffo di cioccolata sulla guancia, gli occhi ancora con qualche lacrima frutto di un recente capriccio che la mamma aveva appena calmato con un dolcino e si appoggiava all’indietro sul passeggino guardandosi  intorno con aria torva. Non aveva il mondo in simpatia, si capiva, e ce l’aveva anche con la sua mamma. Chiusa da troppo tempo in quel negozio di parrucchiere, imbrigliata in quelle bretelle-cintura che le consentivano pochi movimenti, non ne poteva piu’. Nella prima mezz’ora si era guardata intorno incuriosita, aveva seguito con i grandi occhi l’andirivieni delle apprendiste che spingevano carrellini carichi di tante cose colorate con le quali avrebbe giocato volentieri, poi aveva visto quell’uomo sorridente che metteva sulla testa della mamma tante carte d’argento e poi, durante la posa, la mamma aveva giocato con lei, le aveva dato la sua merendina e il biberon con l’acqua. Dopo però era cominciata la noia e l’insofferenza. La madre aveva cercato di dondolarla un pochino, evidentemente aveva contato su un sonnellino  che invece tardava a venire, anzi non veniva per niente. E così erano arrivati di seguito, tra una lagna e l’altra, un libro con foto di acconciature che la bimba aveva fatto a pezzi in un baleno, una spazzola colorata che però le era stata subito sottratta perché lei aveva cercato di addentarla e infine il dolcino al cioccolato. La quiete tuttavia era durata poco. Il parrucchiere aveva cercato di affrettare le operazioni, ma alla fine la madre era stata costretta a fare una pausa, a prenderla in braccio e ninnarla. E finalmente il sonno era venuto. Riadagiata nel suo passeggino la piccola ora dormiva in un angolo un po’ appartato, con i pugnetti chiusi e sollevati in alto. La madre finalmente rilassata abbozzava un sorriso e tornava al suo posto a completare l’opera. Alla fine si alzò e mi passò davanti per andare alla cassa.

La guardai meglio. Era giovanissima, aveva i capelli ondulati e striati di biondo (effetto del recente trattamento), indossava un paio di jeans e una camicia bianca, lunga fin quasi al ginocchio. Era veramente carina.

Riprese la carrozzina con la  bimba che dormiva ancora, le passò una mano sui capelli per vedere se era sudata e si avviò all’uscita. Aveva uno sguardo gentile e sembrava chiedere scusa per il disturbo.

La salutai anche io con un sorriso e mi alzai per accarezzare la bambina.

La mia carezza era implicitamente rivolta anche alla madre. Mi faceva tenerezza.

Le tenni aperta la porta mentre usciva perché le ruote si impigliavano nella tenda  e la seguii con lo sguardo mentre si allontanava.

DAL PARRUCCHIEREultima modifica: 2012-09-20T15:50:00+00:00da setteparole
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8 pensieri su “DAL PARRUCCHIERE

  1. E brava ancora una volta come la prima volta!Lo sai che attendo sempre con piacere questi tuoi quadretti fatti di vita quotidiana che ha il sapore di pane caldo di forno, e quello di oggi è riuscito molto bene a mio parere.Come invidio quella bambina, si è addormentata. Io invece avrò cambiato almeno cinquanta barbieri: quando si convertono anche in parrucchieri per signora per me cominciano a non passar mai le ore.Buona giornata Anna.haffner

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